Attacco informatico ai frigoriferi dei supermercati francesi causa gravi perdite alimentari ed economiche

Pixabay

Nella notte tra l’11 e il 12 ottobre 2026, in Francia centinaia di supermercati sono stati colpiti da un attacco che ha compromesso i sistemi digitali di controllo della refrigerazione, provocando il riscaldamento di celle frigorifere e congelatori e la perdita di grandi quantità di alimenti.

Che cosa è successo

Gli aggressori sono riusciti a intervenire da remoto sui sistemi che regolano la temperatura degli impianti frigoriferi. In diversi casi, le temperature hanno raggiunto i 50 °C e, secondo alcune segnalazioni, anche valori superiori. Il risultato è stato l’interruzione della catena del freddo, con prodotti freschi e surgelati diventati inutilizzabili e danni economici molto elevati. Tra le insegne interessate figurano Intermarché, Netto, Carrefour, Coopérative U, E.Leclerc e Monoprix. Le stime iniziali indicano circa 700 supermercati coinvolti, anche se il numero e la distribuzione degli impatti variano tra le diverse ricostruzioni giornalistiche.

Le prime ricostruzioni indicano come punto critico i sistemi di controllo della refrigerazione prodotti da Danfoss, oltre a dispositivi di Copeland e della sua controllata Dixell. Alcune apparecchiature utilizzavano software obsoleto o firmware non aggiornato. Secondo le analisi citate da Reuters, determinate vulnerabilità potevano consentire di aggirare l’autenticazione e, in specifiche condizioni, eseguire codice sui dispositivi compromessi. Il meccanismo descritto dalle fonti consiste nella manipolazione dei cicli di sbrinamento. Normalmente questa funzione serve a eliminare il ghiaccio dagli evaporatori, ma gli aggressori avrebbero alterato i parametri, portando il riscaldamento a circa 50 °C e prolungando il ciclo per ritardare l’intervento degli operatori. Non è stato ancora reso pubblico un rapporto tecnico completo che ricostruisca ogni passaggio dell’intrusione.

Chi c’è dietro l’attacco?

Ad oggi, non risultano rivendicazioni pubbliche né richieste di riscatto. Le autorità francesi stanno indagando e non è stata identificata ufficialmente la responsabilità dell’attacco. Le ipotesi su eventuali gruppi filorussi o altri attori restano da dimostrare. L’agenzia francese per la cybersicurezza, ANSSI, ha inoltre avvertito che gli attacchi potrebbero essere ancora in corso, raccomandando di non riconnettere gli impianti a Internet senza adeguate protezioni, di aggiornare il firmware e di cambiare le password.

Perché questo attacco è importante per la cybersecurity

Il caso dimostra che un attacco informatico non deve necessariamente sottrarre dati o cifrare server per provocare danni gravi. Può colpire direttamente i sistemi OT, cioè le tecnologie che controllano impianti e processi fisici, trasformando un problema digitale in un’interruzione operativa e in perdite materiali. La lezione riguarda anche aziende, magazzini, ospedali e industrie che utilizzano sistemi di controllo remoto. I dispositivi connessi devono essere inventariati, aggiornati, protetti da accessi non autorizzati e separati dalle reti aziendali quando necessario. Le interfacce di gestione non dovrebbero essere esposte direttamente a Internet.

In questo caso, una vulnerabilità informatica ha messo a rischio la conservazione degli alimenti e ha provocato perdite economiche che potrebbero ammontare a decine di milioni di euro. È un esempio concreto di quanto la sicurezza informatica sia ormai legata anche alla continuità operativa e alla sicurezza delle infrastrutture essenziali.

Per approfondire vedi:

La ricostruzione di Reuters

L’aggiornamento dell’Associated Press