Malware in Italia, il CERT-AgID segnala 10 famiglie attive

Il nuovo bollettino settimanale del CERT-AgID evidenzia una presenza ancora significativa di campagne malware rivolte agli utenti italiani, con 10 famiglie di malware individuate nel corso della settimana. Il quadro mostra una forte prevalenza di campagne distribuite attraverso archivi compressi e allegati apparentemente riconducibili a normali comunicazioni aziendali, come ordini, fatture, preventivi, documenti e richieste di consegna.

Tra le minacce più attive figura Remcos, con tre campagne italiane a tema “Documenti” e “Ordine” e due campagne generiche relative a “Fattura” e “Ordine”. I messaggi utilizzano allegati TAR e ZIP contenenti script JavaScript malevoli, progettati per avviare la catena d’infezione sul sistema della vittima. Rilevante anche l’attività di AgentTesla, osservata in quattro campagne generiche a tema “Prezzi”, “Delivery”, “Ordine” e “Legale”, veicolate attraverso archivi ZIP e RAR. Seguono FormBook, distribuito tramite file RAR e IMG, e XWorm, diffuso attraverso archivi RAR con esche legate principalmente a ordini e prezzi.

Fonte CERT-AgID

Particolarmente interessante è inoltre la componente mobile della settimana. Il CERT-AgID segnala infatti una campagna italiana riconducibile a Copybara e due campagne generiche associate a BingoMod e StreamRat. In questo caso la distribuzione avviene tramite SMS contenenti link che conducono al download di APK malevoli per dispositivi Android, confermando come lo smishing continui a rappresentare un vettore efficace per la diffusione di malware mobile.

Completano il quadro Grandoreiro, MassLogger e PureLogs Stealer, utilizzati in campagne che sfruttano rispettivamente allegati ZIP, RAR e file compressi associati a tematiche come documenti, ordini e prezzi.

Nel complesso, le campagne descritte confermano una strategia basata soprattutto sull’ingegneria sociale. I criminali sfruttano comunicazioni che imitano attività quotidiane e professionali, utilizzando argomenti familiari per aumentare la probabilità che la vittima apra un allegato o segua un link. L’impiego combinato di archivi compressi, script malevoli e APK evidenzia inoltre la capacità degli attaccanti di adattare i vettori di distribuzione al tipo di dispositivo e al contesto della vittima.