L’FBI ha diffuso un nuovo avviso per segnalare l’evoluzione di una campagna di truffe che sfrutta il nome dell’Internet Crime Complaint Center, noto come IC3.
La particolarità di questa attività è che prende di mira persone che sono già state vittime di una frode online, promettendo il recupero del denaro perso. In realtà si tratta di un secondo raggiro, studiato per sottrarre nuove informazioni personali, credenziali finanziarie e, in molti casi, altro denaro (Recovery Scam).
Secondo l’agenzia federale, i criminali stanno combinando tecniche di social engineering, siti web contraffatti e strumenti basati sull’intelligenza artificiale per rendere le proprie comunicazioni sempre più credibili.
Le vittime vengono contattate con la promessa di recuperare il denaro
Gli attaccanti raggiungono le vittime tramite e-mail, telefonate, social network, forum o annunci pubblicitari online. Il messaggio è quasi sempre lo stesso. I presunti agenti dell’FBI affermano che il denaro sottratto in una precedente truffa è stato recuperato oppure che è possibile avviare rapidamente le procedure per ottenerne la restituzione. L’obiettivo è conquistare la fiducia della vittima e convincerla a condividere ulteriori dati personali oppure a effettuare nuovi pagamenti con il pretesto di coprire spese amministrative o procedure di recupero inesistenti.
Uno degli scenari osservati dall’FBI prevede la creazione di falsi profili Facebook che impersonano agenti federali. Dopo un primo contatto, la conversazione viene spostata su piattaforme di messaggistica come Telegram, dove la vittima riceve un collegamento che dovrebbe consentire di aggiornare una denuncia presentata all’IC3. In realtà il link conduce a un sito fraudolento progettato per raccogliere dati sensibili oppure distribuire malware. In questo modo gli attaccanti ottengono nuove informazioni utili per compromettere ulteriormente la vittima o preparare attacchi successivi.
I deepfake aumentano la credibilità dell’inganno
La novità più significativa riguarda l’impiego dei deepfake. I cybercriminali realizzano video generati dall’intelligenza artificiale nei quali dirigenti dell’FBI sembrano invitare gli utenti a presentare una denuncia attraverso un presunto portale IC3. Anche il sito utilizzato riproduce l’aspetto della piattaforma ufficiale, ma è stato creato esclusivamente per raccogliere dati personali come nome, numero di telefono, indirizzo e-mail, tipologia della truffa e importo delle perdite economiche. Dopo l’invio del modulo viene assegnato un falso numero di pratica e la vittima viene informata che sarà contattata da un incaricato. L’utilizzo dell’intelligenza artificiale non si limita ai video promozionali. Le stesse tecnologie vengono impiegate anche per creare messaggi vocali, videochiamate e contenuti capaci di simulare con elevato realismo l’identità di funzionari pubblici o altre figure autorevoli.
Come difendersi da questa campagna
L’FBI ricorda che l’IC3 non dispone di profili sui social network e non comunica con i cittadini tramite Facebook, Telegram o altre applicazioni di messaggistica. Inoltre non richiede mai denaro per recuperare fondi sottratti da una precedente truffa. È buona norma digitare direttamente l’indirizzo del sito ufficiale nel browser invece di utilizzare i motori di ricerca, poiché i risultati sponsorizzati potrebbero indirizzare verso pagine contraffatte. Prima di inserire dati personali è inoltre fondamentale verificare attentamente il dominio del sito e diffidare di richieste urgenti o inattese.
Questa campagna conferma come l’intelligenza artificiale stia modificando profondamente il panorama delle minacce informatiche. L’unione tra deepfake, impersonificazione di enti istituzionali e siti web clonati consente ai criminali di costruire truffe estremamente convincenti, soprattutto nei confronti di utenti che hanno già vissuto un’esperienza traumatica legata a una frode. La consapevolezza resta quindi la migliore difesa. Diffidare di chi promette il recupero immediato del denaro perso, verificare sempre l’identità dell’interlocutore e utilizzare esclusivamente i canali ufficiali rappresentano le misure più efficaci per evitare di cadere vittima di una seconda truffa.